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La nuova Superlega spiegata da Sbostats6 minuti di lettura

La dichiarazione congiunta del presidente del Real Madrid Florentino Perez e di quello della Juventus Andrea Agnelli ha spaccato in due il mondo del calcio. Nel 2022 nascerà la Superlega ma al momento il clima all’interno delle istituzioni e federazioni calcistiche è tesissimo. Sbostats, sito di riferimento nella formazione sulle scommesse sportive, cerca di fare chiarezza sull’argomento.

LA SUPERLEGA NON E’ UN FULMINE AL CIEL SERENO

“Aiuteremo il calcio ad ogni livello e lo porteremo ad occupare il posto che gli spetta nel mondo. Il calcio è l’unico sport davvero globale con più di quattro miliardi di appassionati e la responsabilità di noi grandi club è di rispondere ai loro desideri”. Così Andrea Agnelli poche ore dopo il ko della sua Juventus contro l’Atalanta che ha visto i bianconeri slittare quarti in campionato.

Con queste dichiarazioni, il presidente della Vecchia Signora ha dato ufficialmente il via al progetto Superlega di cui sarà vice presidente. Agnelli e Florentino Perez (numero uno della Super League) hanno parlato a nome dei 12 club fondatori (Arsenal, Liverpool, Chelsea, Manchester United, Manchester City, Tottenham, Milan, Juventus, Inter, Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid). L’ingresso di altri 3 club fondatori più l’invito annuale (o la qualificazione) di altri 50 club darà vita a un maxi campionato di 20 squadre.

L’elite dell’elite del calcio europeo visto che solo i 12 club appena citati vantano 99 trofei e una fan base di oltre 1 miliardo di tifosi. Sembra un sogno che arriva da lontano, visto che l’allora presidente del Milan Silvio Berlusconi alla fine degli anni ‘90 aveva gettato il sasso ritirando poi la mano a causa delle critiche che al tempo erano arrivate a 360 gradi.

FIFA E UEFA PRONTE ALLA BATTAGLIA

Critiche che sia chiaro sono arrivate veementi anche in questa occasione e non solo da addetti ai lavori, media o tifosi ma soprattutto da FIFA, UEFA e anche dalle federcalcio locali. La Superlega potrebbe creare un indotto di 7 miliardi ogni stagione fra diritti tv, sponsor, merchandising e ticketing, ma questo vorrebbe dire che tutta (o quasi) la torta del gioco più amato al mondo verrebbe divisa fra i potenti del calcio, mettendo a rischio l’intero sistema che questo sport porta con sè da oltre 100 anni.

“Chi parteciperà alla SuperLega sarà fuori dalla Champions League hanno tuonato dai piani alti di Nyon, che con i loro pool di avvocati sono pronti a una maxi causa da 50 miliardi di euro. Inoltre sono diversi i club minori che hanno chiesto l’esclusione dai campionati nazionali ai club fondatori della Superlega. Insomma, un tutti contro tutti che lascerà morti e feriti sul campo.

MODELLO USA ESPORTATO IN EUROPA?

Quello che sta per nascere con la Superlega è ovviamente stato preso dal modello americano che è totalmente radicato nella tradizione sportiva stelle e strisce. NBA, NHL, NFL e MLB sono leghe chiuse senza retrocessioni ma con un sistema di salary cap e di draft che pescano dai college capace di rendere il più equilibrata possibile ogni stagione.

I pro dello sport americano sono tantissimi, dallo spettacolo al prodotto televisivo fino all’organizzazione dell’evento stesso negli stadi. Ma quante volte una città (e quindi i tifosi) hanno visto traslocare la loro squadra (che in USA si chiama franchigia) per spostarsi in un’altra metropoli, spesso in un altro stato? Potrebbe accadere anche con la Superlega?

LE BIG CHE (PER ORA) DICONO NO

In questa nuvola rosa di entusiasmo mass mediatico per la Superlega, fa strano notare come club storici o comunque ricchi come Bayern Monaco, Borussia Dortmund e PSG al momento non hanno abbiano aderito al progetto. Nello specifico i due club teutonici vorrebbero una riforma della Champions League e non una nuova Superlega staccata dalla UEFA. Riforma della Champions League che, come comunicato dalla stessa UEFA in risposta ai “dissidenti” della Superlega, dovrebbe essere attuata dal 2024 con una competizione a girone unico con 36 squadre partecipanti.

Difficile invece pensare, che un club con poca storia come i parigini, ma con tanti petrodollari arabi, possa non essere affascinata da una manifestazione che, a quanto pare, potrebbe portare nelle tasche di ogni club 300 milioni ogni anno che a confronto, gli introiti della Champions sembrano elemosina.

CHE FINE FARANNO I CAMPIONATI NAZIONALI?

Se è vero che le fan base dei grandi club dell’oligarchia calcistica europea sono elettrizzati da questa novità, c’è da tenere conto della realtà delle medie e piccole squadre (solo in Italia rimarrebbero fuori Roma, Lazio, Fiorentina, Atalanta, Napoli solo per citare le più importanti) che vedrebbero totalmente sminuito il valore della corsa scudetto.

Se ora i club giocano con lo stimolo del quarto posto perchè porta la Champions ma soprattutto perchè porta soldi freschi nelle tasche dei club, cosa accadrà con Milan, Inter e Juve concentrate solo o quasi sulla Superlega? Lo stesso verrà per le selezioni nazionali.

Con un torneo come la Superlega che fa girare miliardi di euro ogni anno, quanto alzeranno la voce i club partecipanti per evitare che le loro galline dalle uova d’oro (i Ronaldo, i Messi, i Neymar ecc ecc) boicottino le proprie nazionali non accettando le convocazioni? Insomma, la Superlega porta con sè tantissime novità che coinvolgono l’intero pianeta calcio che rischio di vivere una vera rivoluzione.

NEL BASKET LA SUPERLEGA C’E’ GIA’ DA ANNI E FUNZIONA

La Superlega funzionerà? Se guardiamo ad un mondo che noi amanti delle scommesse sportive conosciamo molto bene ovvero il basket, la risposta potrebbe essere sì. La Superlega della pallacanestro si chiama Eurolega, è privata e non legata alla FIBA da cui si è staccata qualche anna fa. Di contro la FIBA aveva minacciato di non far partecipare i club dell’Eurolega nei campionato locali cosa che poi non è accaduta.

L’Eurolega rappresenta l’elitè del basket del vecchio continente. Media, giocatori e tifosi la apprezzano tantissimo ma c’è da dire che al tempo stesso le competizioni FIBA, Champions League e Eurocup, hanno perso totalmente di valore. Sarà lo stesso per Champions League, Europa League e per la nuova arrivata Conference League?

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Luca Camossi

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