Ci sono volute 32 giornate per vedere la prima tripletta della Serie A 2025-2026. A mettere fine a questa lunga ed estenuante attesa ci ha pensato Donyell Malen, protagonista nel 3-0 rifilato dalla sua Roma al malcapitato Pisa. Prima dell’olandese giallorosso l’ultimo a riuscirci era stato Mateo Retegui, 426 giorni fa con la maglia dell’Atalanta (Verona-Atalanta 0-5, l’attuale attaccante dell’Al Qadisya ne realizzò addirittura quattro).
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Malen, che impatto: già in doppia cifra
L’impatto di Malen con il calcio italiano è stato immediato. Non graduale, non di adattamento: subito incisivo. Arruolato a gennaio alla Roma di Gian Piero Gasperini è diventato rapidamente un punto di riferimento offensivo, grazie a una capacità di incidere che si misura prima di tutto nei numeri:
- 10 gol in 12 partite a voto
- terzo miglior marcatore del periodo dietro a Lautaro Martínez (16) e Douvikas (11)
- fantamedia del 9
- una sola insufficienza in stagione
Dati che, letti insieme, raccontano un giocatore già perfettamente dentro il sistema, capace di dare alla Roma qualcosa che spesso è mancato negli ultimi anni: continuità realizzativa. Se continuerà a segnare a grappoli, la compagine capitolina potrà sperare fino alla fine di qualificarsi alla prossima Champions League.
Si scrive tripletta, si legge Roma
La tripletta contro il Pisa non è un episodio isolato nella recente storia giallorossa. È piuttosto l’ultimo tassello di una serie di prestazioni individuali molto pesanti. Prima di Malen, l’ultimo giocatore della Roma ad aver segnato tre gol in una partita era stato Paulo Dybala, nel 3-2 contro il Torino del 26 febbraio 2024.
Serie A, le ultime triplette squadra per squadra
- Atalanta: Mateo Retegui vs Verona (2025)
- Bologna: Riccardo Orsolini vs Empoli (2023)
- Cagliari: Albin Ekdal vs Inter (2014)
- Como: Salvatore Giunta vs Udinese (1986)
- Cremonese: nessuna tripletta nella storia in Serie A
- Fiorentina: Moise Kean vs Verona (2024)
- Genoa: Suso vs Frosinone (2016)
- Inter: Marcus Thuram vs Torino (2024)
- Juventus: Cristiano Ronaldo vs Cagliari (2021)
- Lazio: Ciro Immobile vs Genoa (2022)
- Lecce: Mirko Vucinic vs Lazio (2005)
- Milan: Olivier Giroud vs Sampdoria (2023)
- Napoli: Victor Osimhen vs Sassuolo (2024)
- Parma: Andreas Cornelius vs Genoa (2020)
- Pisa: Michele Padovano vs Cesena (1990)
- Roma: Paulo Dybala vs Torino (2024)
- Sassuolo: Domenico Berardi vs Sampdoria (2019)
- Torino: Andrea Belotti vs Empoli (2022)
- Udinese: Beto vs Cagliari (2022)
- Hellas Verona: Giovanni Simeone vs Venezia (2022)
L’Italia e la crisi del gol
Nel campionato di Serie A emerge una vera e propria “crisi dei gol”, con numeri che raccontano un’epoca in cui gli attaccanti incidono meno rispetto al passato: dopo 32 giornate il capocannoniere è Lautaro Martínez con appena 16 reti.
L’attaccante argentino fino a qualche giornata fa era l’unico ad aver oltrepassato la doppia cifra: Malen e Thuram ce l’hanno fatta nel trentaduesimo turno, rispettivamente contro Pisa e Como; quest’ultimo ne vanta due a quota 11: il primo a Nico Paz che ha trovato proprio contro l’Inter l’11° sigillo, agganciando al 2° posto il compagno di squadra Douvikas (Como).
La classifica marcatori di Serie A
- 16 reti – Martinez (Inter).
- 11 reti – Douvikas (Como; 1 rigore).
- 10 reti – Paz (Como), Yildiz (Juventus; 1 rigore), Hojlund (Napoli; 1 rigore), Davis (Udinese; 4 rigori).
- 9 reti – Krstovic (Atalanta), Calhanoglu (Inter; 3 rigori), Leao (Milan; 2 rigori).
- 8 reti Scamacca (Atalanta; 2 rigori), Kean (Fiorentina; 1 rigore), Pulisic (Milan), Pellegrino (Parma; 1 rigore), Pinamonti (Sassuolo), Simeone (Torino).
I bomber dominanti, i classici “9” puri, ormai sono sempre più rari. Il confronto con l’Europa rende il quadro ancora più netto: in Premier League domina Erling Haaland con 22 gol, in Liga Kylian Mbappé guida a 23, in Bundesliga Harry Kane arriva addirittura a 31 in 29 partite, mentre in Ligue 1 il capocannoniere Esteban Le Paul (Rennes) è a 16 ma con meno giornate disputate.
Il quadro è quello di un attacco meno prolifico, dove i gol non si concentrano più sui centravanti ma si disperdono tra seconde punte, esterni e centrocampisti, ridisegnando profondamente l’identità offensiva del calcio italiano.
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