La Nations League non è più soltanto una competizione nata per sostituire le amichevoli internazionali con partite dal peso specifico maggiore. Nel corso degli anni il torneo UEFA è diventato un appuntamento sempre più centrale nel calendario delle Nazionali, capace di incidere sulla composizione delle leghe delle edizioni successive e di intrecciarsi con il percorso verso le grandi manifestazioni internazionali. L’edizione 2026/27, con l’Italia inserita nel gruppo A1 insieme a Francia, Belgio e Turchia, rappresenta inoltre una fase di transizione verso il nuovo modello che entrerà in vigore dalla stagione 2028/29.
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Promozioni e retrocessioni: come cambia la Nations League
Il meccanismo della Nations League 2026/27 resta quello di una competizione divisa in quattro leghe, dalla A alla D, con promozioni e retrocessioni determinate dai risultati ottenuti nella fase a gironi. In Lega A:
- le prime due classificate di ciascun gruppo accedono ai quarti di finale
- le due terze con il miglior ranking mantengono il posto nella categoria
- le due quarte con il ranking più basso, invece, retrocedono direttamente in Lega B.
Per le altre posizioni entra in gioco il sistema degli spareggi:
- le due terze con il ranking più basso e le due quarte con il ranking più alto della Lega A affrontano le quattro seconde della Lega B
- le vincitrici degli spareggi resteranno nella massima categoria, mentre le sconfitte scenderanno in Lega B.
Un meccanismo simile viene applicato tra Lega B e Lega C:
- le quattro vincitrici dei gironi di B promosse direttamente in A
- le quattro vincitrici dei gironi di C promosse in B
La Lega D, invece, è destinata a scomparire dal 2028/29. Per questo motivo, tutte le Nazionali che ne fanno parte nell’edizione 2026/27 saranno promosse in Lega C. La UEFA ha infatti approvato un sistema di transizione necessario per arrivare al nuovo modello, nel quale la Nations League sarà composta da tre leghe anziché quattro.
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Il legame con Europei e Mondiali
La Nations League è inoltre collegata ai percorsi di qualificazione per Europei e Mondiali, anche se le modalità cambiano a seconda del ciclo e dei regolamenti stabiliti dalla UEFA. Il torneo può offrire, in particolare, una seconda strada attraverso i play-off alle Nazionali che non riescono a ottenere direttamente la qualificazione attraverso il tradizionale percorso.
Il rapporto diventerà ancora più strutturato dal 2028/29, quando entrerà in vigore il nuovo modello approvato dalla UEFA. La Nations League passerà a tre leghe da 18 squadre, mentre le qualificazioni europee saranno organizzate su due livelli. La League 1 comprenderà le 36 Nazionali appartenenti alle Leghe A e B della Nations League, mentre la League 2 raccoglierà le altre federazioni. Le migliori classificate dei gironi della League 1 conquisteranno la qualificazione diretta alla fase finale della competizione di riferimento, mentre gli altri posti disponibili saranno assegnati attraverso i play-off, ai quali potranno accedere anche Nazionali provenienti dalla League 2.
La Nations League diventa così una componente sempre più integrata nel sistema delle competizioni UEFA per Nazionali. Il rendimento ottenuto nelle sue partite può determinare la categoria di appartenenza nell’edizione successiva e, attraverso i meccanismi previsti dai regolamenti, incidere anche sul percorso verso Europei e Mondiali. L’obiettivo della riforma è costruire un sistema nel quale le sfide internazionali abbiano un peso concreto anche oltre la singola competizione, riducendo il numero di partite prive di conseguenze e creando percorsi più strutturati verso le grandi rassegne.
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