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Sbostats ti porta alla scoperta del Padel: intervista esclusiva all’istruttore FIT Mattia Chini5 minuti di lettura

Abbiamo fatto una chiacchierata con Mattia Chini, 36 anni e alle spalle esperienze nel mondo della pallavolo e del beach volley. Mattia si è avvicinato qualche anno fa al padel e attualmente è l’unico istruttore FIT di secondo livello nella provincia di Brescia. In Esclusiva a Sbostats, Mattia (instagram @mattorange) ci svela qualche segreto su questo sport che sta spopolando in mezzo mondo e che in futuro potrebbe approdare anche nei palinsesti dei siti di scommesse sportive.

Ciao Mattia, come nasce la tua passione per il Padel?

Nasce casualmente circa 5 anni per la voglia di sfidare gli amici a questo nuovo sport, mentre ancora mi allenavo e giocavo competizioni nazionali di beach volley. Nel mio paese erano presenti allora solo 2 campi outdoor, tra i primi costruiti nella provincia di Brescia.

Quali caratteristiche ha il Padel che altri sport affini (tennis e ping pong ad esempio) non hanno e che rendono quindi questa disciplina così attraente?

Il padel risulta attraente perché è uno sport immediato e praticabile da chiunque. Richiede meno competenze tecniche rispetto ad altre discipline e le palline depressurizzate permettono un gioco più lento che facilita l’approccio anche ai principianti.

Qual è secondo la tua esperienza il livello medio dei giocatori italiani di Padel?

Negli ultimi anni il padel in Italia ha avuto un fortissimo incremento sia di strutture che di numero di giocatori, essendo uno sport giovane e in netta ascesa. Tuttavia in questo momento i giocatori italiani che ricoprono posizioni di rilievo sono quasi tutti ex tennisti anche se stanno arrivando già giovani leve pronte a farsi valere nel panorama internazionale. 

Quali sono le nazioni che stanno esprimendo i migliori talenti e quali la miglior organizzazione degli eventi?

Indubbiamente le nazioni fondatrici e nelle quali da molti anni si gioca a padel sono ancora un passo avanti (Argentina e Spagna). L’Italia è comunque in scia e potrebbe nei prossimi anni colmare questo gap. Inoltre Inghilterra, Francia e nazioni scandinave stanno anch’esse creando diverse academy per accelerare il processo di formazione di giocatori di livello. 

Cosa consiglieresti a chi vuole approcciarsi per la prima volta al Padel?

Per i neofiti il consiglio è sempre quello di divertirsi con giocatori di pari livello per poter rendere l’esperienza più avvincente e di prendere alcune lezioni per approfondire le basi del regolamento e le nozioni tecniche fondamentali.

Quanto gap c’è (se c’è) fra il Padel maschile e quello femminile?

Come molti sport anche il padel sta mutando molto e in fretta (visto anche l’ingente apporto di denaro fresco dagli sponsor nell’ultimo periodo) soprattutto a livello di meticolosità degli allenamenti e preparazione fisica. Il giocatore di padel moderno ha una condizione atletica impeccabile rendendo così questo sport molto muscolare ed un po’ meno tecnico. Per questo il gap tra atleti maschili e femminili è quindi piuttosto netto e si basa principalmente sulla potenza dei colpi. 

Credi che il Padel possa diventare un sport in cui gli atleti ATP/WTA possano passare al termine della loro carriera tennistica?

Per il momento non vi sono giocatori di tennis professionisti giunti anche nel mondo del padel a pari livelli (e quindi nel World Padel Tour). In generale il padel è apprezzato da molti sportivi: in particolare molti ex calciatori praticano questo sport o stanno investendo nella costruzione di campi da gioco.

Cosa manca al “sistema-Italia” per far si che il Padel possa davvero sfondare e diventare uno sport popolare?

L’assenza di campi in questo momento è il problema principale. Inoltre, essendo la formazione di istruttori in Italia ancora agli albori per preparare giocatori di altissimo livello, ci dobbiamo affidare ancora a maestri “esterni” che vengono da Spagna o Argentina, che hanno ovviamente più esperienza, ma con il tempo anche questo aspetto si risolverà. C’è però da dire che la programmazione di SkySport, con moltissime tappe del World Padel Tour 2021 (5 aprile-19 dicembre, 27 tornei in totale ndr) e l’onda mediatica, sostenuta anche da molti vip ed ex sportivi, sta dando una fortissima spinta a questo sport e questi sono senza dubbio aspetti che fanno ben sperare per il futuro. 

Credi che, nel momento in cui verranno autorizzate le scommesse sportive legali sul Padel, questo possa portare un vantaggio e un’ulteriore spinta a questo sport?

Indubbiamente con l’aumento dei numeri a livello mondiale e la copertura televisiva le scommesse sul padel saranno un processo quasi naturale e che indubbiamente potrà giovare sia al mondo del betting sia quello del padel, portando vantaggi ad ambedue le parti 

Come vedi il Padel nel mondo fra 10 anni?

La speranza è quella che il padel, nel giro di pochi anni, possa diventare uno sport olimpico ed in Italia possa giungere a ricoprire il ruolo di secondo sport nazionale dopo il calcio.

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Luca Camossi

Luca Camossi

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