Tre fratelli, tre percorsi diversi e un legame che non è mai venuto meno. Salvatore, Sebastiano e Pio Esposito sono partiti insieme da Castellammare di Stabia, sono cresciuti alla Voluntas Brescia e nel 2014 hanno fatto il salto all’Inter. Oggi giocano in categorie e realtà differenti, ma il filo conduttore resta la Nazionale: Pio e Sebastiano hanno condiviso il campo con l’Italia contro la Turchia, mentre Salvatore continua a inseguire il ritorno in azzurro. «Ognuno di loro è il primo tifoso dell’altro. Tra loro ci sono zero invidie e rivalità», ha raccontato l’agente Mario Giuffredi ai microfoni di Tuttosport.
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Pio, l’uomo del momento
A 21 anni, Pio è quello che sta vivendo il momento più luminoso. Con l’Inter ha segnato 2 gol e servito 1 assist nelle prime cinque giornate, mentre con l’Italia ha già raggiunto quota 6 reti in 11 presenze. L’ultima è arrivata contro la Turchia, nella vittoria per 4-1. Numeri che accompagnano anche il rinnovo con l’Inter fino al 2032. «È un predestinato», lo ha definito Giuffredi, ricordando di averlo seguito fin dai tempi della Primavera.
Sebastiano, la risalita continua
La storia di Sebastiano è invece quella di una risalita. Dopo l’esordio con l’Inter e alcune esperienze complicate, è ripartito dalla Serie B con il Bari, quindi dal Cagliari e oggi dal Sassuolo, dove è arrivato in prestito. Ha giocato appena due partite, ma ha già trovato un gol pesantissimo contro la Juventus. Pochi giorni prima dell’esordio in Nazionale, Giuffredi ricordava come Sebastiano si allenasse «da solo a casa sua a Brescia». Un percorso che racconta bene la frase dell’agente, parafrasando Gianni Morandi: «Uno su mille ce la fa, ma quanto è dura la salita».
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Salvatore, sognando il tris in Serie A
Poi c’è Salvatore, classe 2000. Dopo l’esordio in Nazionale nel 2023 contro l’Inghilterra, oggi è alla Sampdoria, in Serie B: 3 presenze e nessun gol in questo avvio di stagione. Un dato che, per un centrocampista con compiti soprattutto di costruzione, non rappresenta da solo un indicatore sufficiente per valutarne il rendimento. Il suo contributo va letto anche attraverso la capacità di dettare i tempi, collegare i reparti e offrire equilibrio alla squadra.
Il maggiore dei tre resta però un riferimento della famiglia e della Voluntas, società di cui i tre fratelli sono diventati proprietari. «Ha tutte le qualità per giocare in Serie A e una personalità rara», sostiene Giuffredi. La sfida, adesso, è trasformare quella convinzione in una nuova occasione. Tre strade differenti, dunque, ma una stessa storia alle spalle. E per gli Esposito il calcio resta anche una questione di famiglia: quando uno scende in campo, gli altri due sono i primi a fare il tifo per lui.
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