Percentuale di vittoria inter, juventus, napoli nella serie a 2025 2026

Puntare sempre sulla stessa squadra conviene? L’analisi sui risultati di tutte le squadre di Serie A

Molti scommettitori sono convinti che puntare sempre sulle squadre più forti sia una strategia vincente. Ma è davvero così?

Per rispondere a questa domanda abbiamo analizzato tutte le partite della scorsa stagione di Serie A e, successivamente, abbiamo esteso l’analisi agli ultimi tre campionati. L’obiettivo è capire cosa sarebbe successo puntando sempre sulla vittoria della stessa squadra, senza mai cambiare strategia.

I risultati sono molto più interessanti di quanto si possa immaginare.

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L’esperimento

Per l’analisi è stata costruita utilizzando le quote di apertura presenti nel database di Sbostats.

Per ogni squadra è stata simulata una strategia molto semplice:

  • stessa puntata su ogni partita;
  • sempre il segno “vittoria” della squadra scelta;
  • nessun filtro;
  • nessuna selezione delle partite;
  • stessa strategia per tutta la stagione.

In questo modo è possibile valutare il rendimento reale di ogni squadra senza l’influenza di decisioni soggettive.

Il tasso di vittorie della scorsa stagione

La classifica del tasso di successo mostra immediatamente una netta differenza tra le prime squadre.

L’Inter ha chiuso la stagione vincendo il 71,1% delle proprie partite.

Alle sue spalle troviamo Napoli e Roma con il 60,5%, seguite da Como e Milan con il 52,6%.

Da qui nasce una domanda naturale: puntare sempre su queste squadre avrebbe realmente generato un profitto?

Inter: la squadra più redditizia

Tra le grandi squadre, l’Inter è stata quella che ha offerto il rendimento migliore.

Puntando sulla vittoria dei nerazzurri in tutte le 38 giornate, la stagione si sarebbe conclusa in positivo.

Il dato, però, racconta solo una parte della storia.

Durante il campionato il portafoglio ha attraversato fasi molto diverse, alternando momenti di crescita a periodi di rallentamento. Il profitto finale rappresenta soltanto il punto di arrivo di un percorso caratterizzato da oscillazioni continue.

Un altro dato interessante riguarda la quota media delle vittorie, pari a circa 1,50.

Tradotta in probabilità implicita, corrisponde a circa il 66,6%.

Poiché il tasso reale di vittorie dell’Inter è stato del 71,1%, la squadra ha performato oltre quanto suggerivano mediamente le quote, generando così un rendimento positivo.

Napoli e Roma: stagione positiva, ma più instabile

Anche Napoli e Roma avrebbero chiuso la stagione con un utile.

Nel caso del Napoli, il grafico mostra un andamento piuttosto movimentato nei primi mesi, seguito da un forte picco di profitto a gennaio e da una successiva fase di normalizzazione.

La Roma ha prodotto un risultato finale molto simile, ma con oscillazioni ancora più marcate durante l’anno.

Questo evidenzia un aspetto spesso sottovalutato: due strategie possono chiudere con un profitto simile, ma comportare livelli di rischio completamente differenti.

Per questo motivo non è sufficiente osservare il risultato finale; è fondamentale analizzare anche il percorso che ha portato a quel risultato.

Il profitto va sempre letto in relazione al capitale

Quando si analizzano strategie di questo tipo, il profitto assoluto rischia di essere fuorviante.

Immaginiamo un bankroll iniziale di 2.000 euro e una puntata fissa di 100 euro per ogni partita.

In questo caso il rischio reale non è rappresentato dai 2.000 euro complessivi, ma dal 5% del capitale investito in ogni singola giocata.

Interpretare i risultati in termini di rendimento sul proprio capitale permette di valutare correttamente la sostenibilità di una strategia, evitando di concentrarsi esclusivamente sull’importo vinto o perso.

Una stagione basta davvero?

Una delle obiezioni più frequenti è semplice: una singola stagione può essere influenzata da molti fattori.

Ed è un’osservazione corretta.

Per questo motivo l’analisi è stata estesa agli ultimi tre campionati.

Osservando un periodo più lungo emergono dati decisamente più significativi.

L’Inter conferma la propria superiorità

Negli ultimi tre anni l’Inter ha mantenuto un tasso di vittorie del 70,2%, praticamente identico al 71,1% registrato nella scorsa stagione.

Anche la quota media delle vittorie è rimasta estremamente stabile, passando da circa 1,54 nel triennio a 1,50 nell’ultima stagione.

Questa continuità suggerisce che il rendimento dell’Inter non sia stato il risultato di un’annata eccezionale, ma di una performance consolidata nel tempo.

La simulazione sui tre campionati conferma infatti un rendimento molto interessante, con un portafoglio che non è mai entrato in perdita dopo le prime giocate.

Il caso Juventus è il più interessante

Se l’Inter rappresenta la continuità, la Juventus offre forse lo spunto più curioso dell’intera analisi.

Negli ultimi tre campionati i bianconeri hanno vinto meno del 50% delle proprie partite.

Con una quota media delle vittorie pari a circa 1,73, questo dato porta inevitabilmente a un bilancio negativo.

Dal punto di vista matematico è perfettamente coerente: se una squadra vince meno di quanto le quote richiedano per raggiungere il punto di pareggio, il risultato complessivo non può che essere una perdita.

Ma è proprio qui che nasce la riflessione più interessante.

Il caso Juventus è il più interessante

Se l’Inter rappresenta la continuità, la Juventus offre forse lo spunto più curioso dell’intera analisi.

Negli ultimi tre campionati i bianconeri hanno vinto meno del 50% delle proprie partite.

Con una quota media delle vittorie pari a circa 1,73, questo dato porta inevitabilmente a un bilancio negativo.

Dal punto di vista matematico è perfettamente coerente: se una squadra vince meno di quanto le quote richiedano per raggiungere il punto di pareggio, il risultato complessivo non può che essere una perdita.

Ma è proprio qui che nasce la riflessione più interessante.

Guardare il passato per interpretare il futuro

Analizzare tre stagioni consecutive permette di individuare trend più solidi rispetto alla semplice fotografia di un singolo campionato.

Nel caso della Juventus emerge una squadra che attraversa un lungo periodo sotto le aspettative.

Questo non significa che nei prossimi anni il rendimento migliorerà automaticamente.

Significa però conoscere il punto di partenza.

Con una quota media vincente di 1,73, il punto di pareggio si raggiungerebbe con un tasso di vittorie di circa 58%.

Chi ritiene che la Juventus possa tornare stabilmente sopra questa soglia potrebbe considerarla una squadra interessante da monitorare nelle prossime stagioni.

Non si tratta di una previsione certa, ma di una valutazione costruita su dati oggettivi.

Perché conta anche il percorso del portafoglio

L’analisi mostra anche un altro elemento fondamentale.

Anche strategie che nel lungo periodo risultano perdenti possono attraversare fasi iniziali molto positive.

Nel caso della Juventus, ad esempio, il portafoglio aveva raggiunto un profitto significativo prima di iniziare una lunga fase di discesa.

Questo conferma quanto sia importante gestire il bankroll in modo dinamico.

Proteggere i profitti quando il mercato attraversa una fase favorevole può fare una grande differenza rispetto a seguire rigidamente una strategia senza osservare l’andamento del proprio portafoglio.

Conclusione

Questa analisi non vuole individuare una strategia definitiva su quale squadra puntare.

Il vero obiettivo è mostrare come i dati possano essere letti in modo molto più approfondito rispetto al semplice risultato finale.

Una singola stagione racconta una storia. Tre stagioni iniziano a raccontare un trend.

Ed è proprio dall’osservazione di questi trend che nascono valutazioni più consapevoli sul comportamento futuro dei mercati.

Nel betting non esistono certezze assolute, ma esistono dati che aiutano a comprendere meglio il contesto. E, nel lungo periodo, prendere decisioni basate sul contesto è molto più utile che affidarsi esclusivamente alle impressioni del momento.

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Luca Camossi

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