Salah, Lukaku, Vlahovic: cosa c’è dietro al trasferimento in Turchia?

La Turchia non è più soltanto una destinazione per campioni arrivati nella fase finale della carriera. La Süper Lig sta diventando una vera alternativa ai principali campionati europei e l’estate 2026 lo dimostra meglio di qualsiasi altro dato: Mohamed Salah, Romelu Lukaku e Dusan Vlahovic hanno scelto di proseguire la propria carriera in Turchia, accettando le proposte di Trabzonspor, Fenerbahce e Besiktas. Tre trasferimenti diversi per storia, età e motivazioni, ma accomunati dalla capacità dei club turchi di mettere sul tavolo offerte economiche difficili da pareggiare in Europa e, soprattutto, di garantire a ciascuno un progetto coerente con le proprie esigenze. Salah è arrivato al Trabzonspor da svincolato dopo nove anni al Liverpool, firmando un biennale da 17 milioni di euro a stagione e una quota del 20% sui prodotti commercializzati con il suo nome.

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Vlahovic e la voglia di rilancio

Il caso di Dusan Vlahovic è probabilmente quello che meglio racconta il delicato equilibrio tra ambizione sportiva e convenienza economica. La Juventus lo aveva acquistato dalla Fiorentina nel gennaio 2022 per 70 milioni di euro più 10 di bonus, puntando sul serbo come uno dei grandi centravanti del futuro. A Torino, però, il rendimento non è stato all’altezza delle aspettative: 68 gol in 168 presenze e una sola Coppa Italia, senza quella continuità necessaria per trasformare il talento in una consacrazione definitiva.

Con il contratto in scadenza e senza un accordo per il rinnovo, Vlahovic è diventato un parametro zero. La sensazione è che avrebbe preferito una chiamata da un top club di Premier League o Liga, una soluzione che gli avrebbe permesso di rilanciare ulteriormente il proprio status internazionale. Quella possibilità, però, non si è concretizzata. A quel punto il Besiktas ha rappresentato una soluzione particolarmente interessante: un ingaggio da circa 8 milioni di euro a stagione e, soprattutto, la possibilità di ritrovare Vincenzo Italiano, l’allenatore che lo aveva già valorizzato ai tempi della Fiorentina. Il club turco gli offre quindi centralità, un ruolo da protagonista e la possibilità di tornare a essere il Vlahovic che la Juventus aveva immaginato di acquistare.

Lukaku, protagonista invece che comprimario

La scelta di Romelu Lukaku nasce invece da esigenze differenti. L’addio al Napoli non è stato determinato soltanto da una questione economica, ma anche dal rapporto con l’ambiente e dalle prospettive tecniche. Il belga arrivava da una stagione complicata sul piano fisico e, a 33 anni, aveva bisogno di trovare un progetto nel quale sentirsi ancora centrale.

Il Napoli aveva infatti deciso di investire lo scorso anno oltre 40 milioni su Rasmus Hojlund, individuandolo come il centravanti del presente e del futuro. Lukaku avrebbe rischiato di scivolare nelle gerarchie e di perdere quel ruolo da protagonista che aveva avuto nel suo primo anno in azzurro, quando aveva contribuito allo storico quarto scudetto con 14 gol e 10 assist. Una prospettiva che il belga non era disposto ad accettare. Il Fenerbahce gli ha offerto esattamente ciò che cercava: centralità tecnica, visibilità e un contratto economicamente importante. L’operazione consente inoltre al Napoli di liberarsi di un ingaggio pesante, mentre Lukaku può tornare al centro di un progetto e non vivere gli ultimi anni della carriera da comprimario. In Turchia il belga dovrebbe percepire circa 10 milioni per due stagioni.

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Salah, l’ennesima sfida di una carriera scintillante

Ancora diversa è la situazione di Mohamed Salah. L’egiziano non arriva in Turchia per rilanciarsi dopo un periodo negativo, ma dopo aver praticamente conquistato tutto ciò che poteva con il Liverpool. In nove anni ad Anfield ha segnato 257 gol in 442 presenze, vincendo due Premier League, una Champions League e numerosi altri trofei, oltre a quattro titoli di capocannoniere del campionato inglese.

A 34 anni, però, Salah era arrivato al momento di decidere se restare ancora nel calcio inglese o affrontare una nuova esperienza. Dopo la scadenza del contratto con il Liverpool, il Trabzonspor gli ha proposto un’offerta che un top club europeo difficilmente avrebbe potuto pareggiare: 17 milioni di euro a stagione per due anni, più il 20% dei ricavi derivanti dai prodotti venduti con il suo nome e bonus legati alle prestazioni.

La scelta turca, dunque, non è soltanto economica. Salah ha trovato un club disposto a costruire intorno alla sua figura e una tifoseria che lo ha accolto come una superstar. Il Trabzonspor, inoltre, gli garantisce la possibilità di continuare a competere in Europa dopo una carriera già ricchissima di successi. È una sfida diversa: non più dimostrare di essere uno dei migliori attaccanti del mondo, ma provare a lasciare il segno anche in un campionato nel quale il suo arrivo ha assunto una portata storica.

Perché i top player scelgono la Turchia?

Tre motivazioni differenti, dunque, ma un unico punto d’incontro: la Süper Lig oggi riesce a offrire ai grandi giocatori ciò che molti club europei non possono più garantire contemporaneamente: soldi, centralità e ambizione. Il sistema turco permette ai principali club di Istanbul e al Trabzonspor di sostenere investimenti enormi grazie a sponsorizzazioni, ricavi commerciali, capitale, partecipazione alle competizioni UEFA e meccanismi finanziari che consentono di distribuire nel tempo i costi delle operazioni. I grandi contratti vengono inoltre resi più sostenibili dalla struttura fiscale e dal particolare rapporto tra ricavi in valuta forte e costi locali.

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Luca Camossi

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