Scottish Premiership 26-27: Hearts e Rangers sognano, ma il Celtic è favorito

Dopo una stagione 2025-2026 vissuta sul filo dell’equilibrio, la Scottish Premiership 2026-2027 si prepara a ripartire con una certezza e diversi interrogativi. Il dominio storico di Celtic e Rangers potrebbe essere nuovamente messo alla prova, dopo un campionato che ha visto gli equilibri tradizionali vacillare e un outsider arrivare a un passo da un’impresa storica. Il nuovo torneo riparte con i Bhoys ancora davanti a tutti nei pronostici, ma con la consapevolezza che il margine di errore potrebbe essersi ridotto.

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La scorsa stagione ha regalato uno dei finali più emozionanti degli ultimi anni. Il Celtic ha conquistato il suo 56° titolo nazionale, confermandosi la squadra più vincente del calcio scozzese, ma il successo è arrivato soltanto all’ultima giornata. Gli uomini di Martin O’Neill, tornato protagonista dopo diversi periodi da allenatore ad interim, hanno dovuto inseguire per gran parte del campionato gli Hearts, capaci di rimanere in testa alla classifica per ben 250 giorni.

Il sogno degli Hearts si è però infranto proprio nello scontro decisivo di Celtic Park. Serviva almeno un pareggio per conquistare un titolo che mancava dal 1960, ma il Celtic si è imposto per 3-1, ribaltando la situazione e confermando ancora una volta la propria superiorità nei momenti chiave. Una vittoria dal peso enorme per O’Neill, chiamato ora a guidare il club in una stagione completa dopo una preparazione estiva interamente costruita secondo le sue idee.

Celtic, la squadra da battere ma con aspettative più alte

Il punto di partenza della nuova stagione resta inevitabilmente il Celtic. I campioni in carica hanno vinto 14 degli ultimi 15 campionati scozzesi e il supercomputer Opta li considera ancora la formazione più accreditata per il titolo. Le simulazioni effettuate su 10.000 possibili scenari assegnano ai biancoverdi il successo finale nel 55,36% dei casi, una percentuale nettamente superiore rispetto alle rivali.

La grande sfida per O’Neill sarà trasformare un titolo sofferto in un nuovo ciclo vincente. La società ha chiesto di non abbassare la guardia e il mercato ha finora lasciato qualche dubbio ai tifosi. Sono arrivati il centravanti colombiano Camilo Durán dal Qarabag e l’attaccante danese Kasper Høgh, acquistato dal Bodø/Glimt per una cifra intorno agli 11 milioni di sterline, ma diversi reparti sembrano ancora necessitare di rinforzi. Il Celtic, tuttavia, parte con il vantaggio della continuità, della mentalità vincente e di una rosa abituata a gestire la pressione. L’obiettivo sarà evitare un’altra partenza complicata e mettere subito distanza tra sé e le inseguitrici.

Rangers, la rivoluzione affidata a McInnes

Alle spalle dei campioni proveranno a rilanciare la propria candidatura i Rangers, reduci da una stagione deludente ma chiusa con la consapevolezza di poter tornare competitivi. La scelta per la panchina è ricaduta su Derek McInnes, proprio l’allenatore che nella scorsa stagione ha portato gli Hearts a sfiorare un’impresa storica. Il tecnico arriva a Ibrox con il compito di interrompere il dominio del Celtic e riportare il titolo nella parte blu di Glasgow. Il supercomputer Opta assegna ai Rangers il successo finale nel 26,35% delle simulazioni, rendendoli la principale alternativa ai campioni in carica.

La società ha deciso di intervenire profondamente sul mercato: sono arrivati sette nuovi giocatori, tra cui due vecchie conoscenze degli Hearts come Cammy Devlin e Lawrence Shankland, elementi scelti anche per aumentare esperienza e personalità. Il problema principale resta la continuità. Nella passata stagione i Rangers hanno compromesso la corsa al titolo con un finale negativo, perdendo quattro delle ultime cinque partite. Inoltre, nelle ultime annate hanno spesso faticato nelle prime giornate: partire forte sarà una delle priorità di McInnes.

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Hearts, dal sogno sfumato alla nuova ambizione

La vera sorpresa della scorsa stagione sono stati gli Hearts. La squadra di Edimburgo è arrivata a un passo dal titolo, dimostrando di poter competere anche contro le due grandi del calcio scozzese. La perdita di McInnes, Devlin e Shankland rappresenta però un duro colpo.

Nove giocatori hanno lasciato il club e dodici sono arrivati, con il nuovo tecnico Wouter Vrancken chiamato a dare continuità a un progetto che ha già dimostrato solidità. Gli Hearts possono però contare sul sostegno della proprietà e sulla collaborazione con Jamestown Analytics, la stessa realtà che ha contribuito ai successi di Brighton e Union Saint-Gilloise. Secondo Opta, gli Hearts hanno conquistato il titolo nell’11,86% delle simulazioni, un dato che li rende l’unica squadra, oltre a Celtic e Rangers, ad aver superato la soglia del 10%. La sensazione è che ripetere la stagione precedente sarà complicato, ma il club ha dimostrato di poter sfruttare eventuali passi falsi delle big.

Dietro le favorite c’è il vuoto

Dietro alle tre principali candidate, la distanza sembra ancora molto ampia. Le simulazioni Opta concedono poche possibilità alle altre formazioni: Motherwell ha vinto il campionato nel 3,04% dei casi, mentre Hibernian nel 2,67%. Nessun’altra squadra ha superato lo 0,24%.

Questo non significa però che il campionato sarà privo di interesse. La Scottish Premiership resta una competizione caratterizzata da rivalità storiche, stadi caldi e risultati spesso imprevedibili, soprattutto nella fase iniziale. La stagione 2026-2027 potrebbe quindi confermare il ritorno del duello classico tra Celtic e Rangers, ma con gli Hearts pronti a inserirsi nuovamente. I campioni in carica partono davanti a tutti, ma dopo un’annata in cui il margine tra le grandi e le outsider si è ridotto, nessuno può permettersi di sottovalutare la concorrenza.

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Luca Camossi

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