Il 3° turno della Serie A sorride principalmente ad Inter, Roma e Lazio che collezionano la terza vittoria di fila e salgono insieme in vetta alla classifica a quota nove punti. Juve rimandata dopo il primo big-match della stagione contro il Milan, bocciato dal dato degli expected goals. Bene il Como che “bullizza” il Genoa di De Rossi nel match inaugurale del weekend, Anguissa condanna il Napoli.
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Milan, la miglior difesa è l’attacco
Se analizziamo i minuti conclusivi della sfida dell’Allianz Stadium tra Juventus e Milan il pari bianconero siglato da Federico Gatti sa di beffa per la squadra rossonera. Tuttavia, se a mente fredda analizziamo l’andamento del match complessivo, soffermandoci sulle statistiche e tenendo conto anche delle dichiarazioni post-partita di Ruben Amorim, i dati inchiodano il Diavolo. Ai punti il pari sta addirittura stretto alla Vecchia Signora che ha tirato complessivamente 14 volte (5 in porta) contro le 3 rossonere (una in porta). Il Milan va a segno sull’unica conclusione in porta del match con il neo entrato Cissè ed è stata la squadra che nel weekend ha prodotto meno xG: solo 0,10. Positiva la prova difensiva, ma Gonçalo Ramos hanno faticato a superare la linea di metà campo e ad offendere la retroguardia bianconera, Vicario ad esempio non è stato quasi mai chiamato in causa.
Roma, regina degli xG: Carnesecchi alla fine si inchina…
La Roma si conferma in vetta alla classifica con un successo dal peso specifico importante, anche perché i giallorossi non riuscivano a battere l’Atalanta all’Olimpico dal marzo del 2022. La squadra di Sarri ha dovuto però arrendersi dopo aver resistito a lungo alla pressione romanista: la Roma è stata infatti la squadra che nel weekend ha prodotto più xG, 3,24, a conferma di una prestazione offensiva particolarmente incisiva. Se il successo è arrivato soltanto nel finale e con il minimo scarto, gran parte del merito è quindi di Carnesecchi, autore di una prova decisiva tra i pali: il portiere dell’Atalanta ha dovuto fronteggiare ben 11 tiri nello specchio, più di qualsiasi altro estremo difensore nel turno, riuscendo a neutralizzarne l’81,80%.
Alla fine, però, la resistenza nerazzurra è stata spezzata da Soulé, entrato al 9’ del secondo tempo e subito determinante. L’argentino è stato il giocatore che ha tentato più conclusioni nella partita, ben 7, con il 42,90% dei suoi tiri indirizzati nello specchio, e ha trovato proprio nel finale la giocata che ha deciso il match, laureandosi match-winner e MVP della sfida. Il dato degli 3,24 xG prodotti dalla Roma trova piena spiegazione anche nell’enorme mole di gioco offensivo costruita dai giallorossi: 39 tiri totali a 6, 11 conclusioni nello specchio a 2 e addirittura 14 calci d’angolo a 1 raccontano una partita in cui l’Atalanta è stata quasi costantemente costretta a difendersi. Eppure i nerazzurri erano riusciti a passare in vantaggio sfruttando l’unica vera occasione costruita, con Ederson, salvo poi fallire anche il possibile 2-0 con Krstovic. Da quel momento, la squadra bergamasca si è mantenuta a galla soprattutto grazie a Carnesecchi, che con le sue parate ha tenuto in piedi il risultato fino alla giocata decisiva di Soulé.
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Como sorprendente
Perchè invece il Como è stato sorprendente nella terza giornata di Serie A? Sicuramente non per la vittoria in trasferta, la seconda stagionale lontano dal Sinigaglia per i lariani, ma quanto per il rapporto tra il numero di occasioni create (xG) e le reti messe a segno. Il dato al triplice fischio della sfida di Marassi recita: 1,78 xG, ma il Como di reti ne ha messe a referto quattro, 2,79 in più. I successi ottenuti contro De Rossi e contro il Napoli di Allegri, almeno in queste prime giornate, raccontano di un’evoluzione della proposta di gioco di Fabregas. Rispetto allo scorso anno Nico Paz e compagni sanno anche incassare, a Genova rimontano lo svantaggio iniziale, sanno vincere soffrendo, vedi Napoli, ma davanti continuano ad essere spietati. De Rossi ha scelto di giocarsela a viso aperto, ma negli spazi il Como si è rivelato devastante e fin troppo cinico.
Anguissa croce e delizia del Napoli
Nel successo in rimonta dell’Inter sul Napoli, oltre agli indubbi meriti collettivi e individuali del gruppo nerazzurro, ci sono anche delle situazioni che hanno girato a favore della squadra di Chivu e voltato le spalle a quella di Allegri. Croce e delizia per la formazione partenopea è stato Zambo Anguissa, protagonista di una gara dai due volti: pimpante in avvio, leader in mezzo al campo in entrambe le fasi di gioco, il gol sarebbe potuto essere la ciliegina sulla torta alla prestazione del camerunense e invece, proprio perché non è arrivato, ha finito per condizionare anche il giudizio sulla performance.
La prima vera palla gol dei partenopei, infatti, porta la firma proprio di Anguissa dopo 6′, ma Martinez è provvidenziale sul piatto destro a botta sicura dell’ex Fulham. Nel finale concitato di San Siro, poco prima del colpo di coda di Lautaro, col punteggio fermo ancora sul 2-2, Anguissa su un tiro-cross di Lucca spedisce sul fondo una comoda deviazione sotto porta. Non è un caso, quindi, che sia proprio il camerunense il giocatore con il più alto scarto tra gol attesi e gol realizzati: 1,26 xG di differenza, un dato che fotografa quanto siano state pesanti, in termini di potenziale, le occasioni avute e non concretizzate. In una partita decisa nel finale, quelle opportunità avrebbero potuto cambiare completamente l’inerzia del match a favore del Napoli.
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