Il prossimo 11 giugno prenderà il via ufficialmente la 23^ edizione della Coppa del Mondo di calcio, mettendo di fronte le Nazionali più forti di tutto il globo. I raggruppamenti dei prossimi Mondiali promettono gara vera, con un format itinerante e molto particolare che coinvolgerà ben tre paesi ospitanti: Usa, Messico e Canada. Ben 16 città coinvolte con i rispettivi impianti di gioco per un movimento turistico e sportivo incredibile, che terrà incollati alla tv milioni di appassionati e telespettatori.
Oltre le favoritissime Francia, Spagna, brasile e Argentina, sono particolarmente attenzionate le Nazionali dei paesi ospitanti, che ci tengono in particolar modo a ben figurare sfruttando il fattore campo e pubblico di casa. Usa, Messico e Canada, inserite rispettivamente nel girone D, A e B, vogliono rispettare a loro volta una particolare tradizione: il trend del Mondiale infatti, vede i paesi ospitanti overperformare, arrivando a risultati incredibili. Scopriamo insieme i casi storici più clamorosi e cosa potrebbe accadere in questa edizione.
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I paesi ospitanti che hanno vinto nella storia la Coppa del Mondo
Il fattore campo ha spesso giocato un ruolo fondamentale nella storia dei Mondiali, trasformandosi in un elemento vincente in particolar modo per quelle Nazionali che partivano da underdog, superando ogni aspettativa. L’analisi storica delle rappresentative che hanno overperformato giocando in casa il Mondiale, parte dalla prima edizione con l’Uruguay nel 1930 che ha alzato al cielo la Coppa del Mondo contro ogni pronostico, battendo in finale i campioni dell’Argentina. Fu l’unico che si tenne in una sola città, con la finalissima che vide ben 93.000 tifosi presenti allo stadio del Centenario.
Anche l’Italia si laureò campione del mondo nel 1934 come Paese ospitante, superando la Cecoslovacchia in finale, ai tempi supplementari. Il podio fu alquanto atipico, con la Germania dei big al terzo posto e l’Austria al quarto. L’Inghilterra trionfò nel 1966 ospitando il Mondiale e superando nella finalissima la Germania Ovest super favorita. Il pubblico di casa fece la differenza per una gara rimasta nella storia, insieme al grande tifo dei supporter britannici. I tedeschi si rifanno nel 1974, ospitando e conquistando la competizione battendo in finale l’Olanda, palesando grande tecnica e organizzazione di gioco. Stessa impresa nel 1978 ancora per l’Argentina trionfando proprio contro i Paesi Bassi, terminando nel 1998 contro la Francia che sfrutta il muro blues per superare in finale i campioni verdeoro del Brasile, per un 3-0 senza appello che ebbe del clamoroso.
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I paesi storici che hanno overperformato ai Mondiali e cosa potrebbe accadere
Se nella storia dei Mondiali è raro che un paese ospitante vinca la competizione avvertendo spesso anche molta pressione, è sicuramente più frequente che gli stessi riescano invece a overperformare, arrivando nelle fasi finali con vere e proprie imprese. Questo è il caso del Cile nel 1962 che ha ottenuto il suo miglior risultato della storia con il terzo posto e la medaglia di bronzo, così come la Corea del Sud nel 2002, ottenendo il quarto posto in una semifinale storica, battendo anche l’Italia ai sedicesimi. Russia 2018 invece, sancì i quarti di finale a sorpresa per i padroni di casa, per il miglior risultato di sempre.
Per gli attuali paesi ospitanti, dei precedenti particolarmente positivi e illustri: Messico 1970 e 1986 vide i padroni di casa incredibilmente ai quarti di finale, mentre Usa 1994 fu caratterizzata dagli ottavi di finale, miglior risultato della storia della Nazionale statunitense al pari del 1930. Nonostante ciò, ci sono state anche alcune delusioni: il Sudafrica nel 2010 è stata la prima Nazionale ospitante eliminata ai gironi mentre il Qatar nel 2022 chiuse anzitempo la sua avventura a zero punti e solo 1 gol segnato nel gironcino.
La previsione per il Mondiale 2026 itinerante non può quindi che essere positiva: grande garra ed entusiasmo per il Messico, forte della passione del pubblico di casa, così come gli Usa che ci tengono tantissimo a figurare bene tra aspettative e qualche polemica di troppo. Vero outsider il Canada, che dovrà dimostrare ancora di più di potersi sedere al tavolo delle big, dovendo affrontare Qatar, Bosnia e Svizzera.
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